Indice articoli

Contenuti generali:

  1. Richiami sull'anatomia e fisiologia dell'apparato riproduttore maschile e femminile (vedi pagine relative su questo sito).
  2. Aspetti e parametri della riproduzione: Categorie di animali allevati, classificazione degli allevamenti, carriera produttiva e rimonta, attività sessuale e fotoperiodo.
  3. Tecniche di gestione della riproduzione: monta o inseminazione naturale, inseminazione strumentale.
  4. Biotecnologie nella riproduzione animale: Embryo Transfer (ET), sessaggio embrioni e spermi, Ovum pick up, altre biotecnologie.
  5. Metodi di riproduzione: la riproduzione in purezza, l’incrocio, la riproduzione in consanguineità.

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Per quanto riguarda l'attività sessuale, gli animali di interesse zootecnico si dividono in due categorie:

  1. a poliestro continuo (suini, bovini): i cicli ovarici a partire dalla pubertà si susseguono senza limitazioni stagionali, e si arrestano solo durante la gestazione, la senescenza o in caso di problemi sanitari (anaestro o anestro);
  2. a poliestro stagionale (ovini, caprini, alcune razze bovine, equini): i cicli ovarici sono stagionali; nella stagione riproduttiva (periodo ciclico), generalmente estate-autunno nei ruminanti e primavera-estate nella cavalla, le femmine vanno in calore e possono essere fecondate, altrimenti sono in anaestro (assenza di ciclo per inattività ovarica, in inverno-primavera nei ruminanti o autunno-inverno negli equini).

Ciò dipende dal fotoperiodo, cioè dal rapporto tra la durata della luce e del buio nelle 24 ore. In pratica, il cervello reagisce al fotoperiodo (generalmente mediante l'ormone melatonina) attivando o disattivando la secrezione dei fattori di controllo dell'ipotalamo sull'ipofisi, i quali attivano o bloccano la secrezione degli ormoni dell'ipofisi (FSH, LH). Senza questi ormoni non si ha nessuna attività ovarica.

Cenni di fisiologia maschile.

A partire dalla pubertà (nei ruminanti il maschio raggiunge la pubertà intorno ai 10-16 mesi nei bovini e 8-12 negli ovicaprini) comincia l'attività dei testicoli; iniziano così la spermatogenesi e la produzione di ormoni sessuali (testosterone) che inducono lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari e la libido (desiderio sessuale). Tuttavia, il maschio riproduttore verrà adibito alla riproduzione soltanto dopo il raggiungimento di un certo sviluppo somatico, corrispondente anche a un conveniente grado di maturità sessuale e ad una sufficiente concentrazione di spermatozoi nello sperma.
L'attività riproduttiva del maschio è sempre condizionata dall'andamento del ciclo sessuale femminile.

Fisiologia femminile.

La femmina raggiunge la pubertà anticipatamente rispetto al maschio (8 mesi nei bovini da latte, 12-14 in quelli da carne; 6 mesi negli ovini da latte e nei caprini). L'attività delle gonadi femminili, le ovaie, è ciclica: si parla di ciclo ovarico o estrale. Dalla pubertà, nell'ovaia si sviluppano uno o più corpuscoli pluricellulari, i follicoli ovarici (uno nei bovini e negli equini, da uno o due fino a quattro negli ovicaprini, 15-30 nella scrofa), che, contemporaneamente, iniziano la produzione di ormone estrogeno. Entro due o tre giorni, la concentrazione di estrogeno diventa elevata nel sangue e la femmina entra nella fase nota come estro o calore, e il follicolo è maturo. Questa fase, la più importante, dura da 24 h (ruminanti) a 60 ore (scrofa), fino a 10 gg (2-7 gg) nella cavalla.
Dopo il calore si ha lo scoppio del follicolo (deiscenza), e la cellula uovo (o ovocita o ovulo) in esso contenuta diventa disponibile per la fecondazione. Ciò che resta del follicolo scoppiato dà origine al corpo luteo, formazione pluricellulare che ha la funzione di produrre un ormone diverso dal precedente: il progesterone. Quindi, l'estrogeno ematico scompare sostituito gradualmente dal nuovo ormone: il progesterone. Un corpo luteo, dopo un periodo di sviluppo di circa 3-4 giorni, permane in attività per circa due settimane con il solo scopo di produrre progesterone. Questo ormone blocca ulteriori attività ovariche e rende l'utero ospitale per eventuali embrioni formatisi in seguito alla fecondazione. Al termine dei 14 giorni, se non vi è in atto una gestazione, una sostanza prodotta dall'utero, detta prostaglandina (PG-F2α) determina la lisi (disseccamento) del corpo luteo; in tal modo, la concentrazione ematica di progesterone nel sangue diminuisce fino a scomparire e il ciclo ovarico può riprendere con lo sviluppo di uno o più nuovi follicoli. Se invece vi è stata la fecondazione e vi sono embrioni nell'utero, la PG non viene prodotta e il corpo luteo permane in attività per parecchie settimane, proteggendo la gestazione e degenerando solo quando la placenta è pienamente formata e può proseguire l'attività ormonale.

Statistiche riproduttive 
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